Guida Storico Culturale PALAZZO BONANOME RAVENNA

Quando mi è stato affidato il compito di descrivere Palazzo Bonanome Ravenna, mai avrei pensato di dover scrivere invece di un’intera città e dei suoi uomini illustri. Il Palazzo può e deve essere considerato uno degli edifici più significativi di Rovigo, per la sua storia e per la successione dei ruoli che ha avuto nel percorso evolutivo della città.

Fin dall’origine della città, quando ancora Rovigo si doveva considerare un villaggio, la spartizione dei canali che l’attraversavano, poneva la zona di Santa Giustina allo stesso grado di importanza della zona di Santo Stefano. Erano infatti le due aree che costituivano la sede delle attività commerciali e del potere religioso.

Nello specifico, il Palazzo in cui ora ha sede il Consorzio di Bonifica Adige Po, ha visto il susseguirsi di notevoli cambiamenti storici: la famiglia Bonanome, con a capo Domenico, assessore del Comune che si impose sugli austriaci; l’arrivo della famiglia Ravenna, ebrei commercianti che rispecchiarono un periodo di forte presenza della comunità ebraica nella città; per poi arrivare alla sede dei Consorzi come luogo di pregio e valore vista la posizione, senza dimenticare la presenza della milizia nel periodo del fascismo.

Questo palazzo è quindi cambiato nel corso del tempo a seconda delle vicissitudini politiche, ma è sempre rimasto luogo di grande importanza e valore storico. Dopo un breve accenno alla storia e alle vicissitudini che hanno caratterizzato la zona centrale di Rovigo, ed in particolare l’area di Santa Giustina e di Piazza Garibaldi, ho approfondito gli elementi che a livello artistico hanno maggiormente caratterizzato il Palazzo stesso, con particolare riferimento alla pittura e alle decorazioni sopravvissute e non, a causa delle varie ristrutturazioni.

Mi auguro che questo piccolo volume posso essere da spunto per approfondire le nostre conoscenze storiche di edifici e zone della città di Rovigo, che seppur già trattate da autori illustri, vengono spesso sottovalutate. Anche i luoghi abitualmente frequentati possono rivelarsi ricchi di segreti e di curiosità, che vale la pena scoprire, avendo il tempo e il modo di scavare nei meandri della storia.

 

                                                      Paola Ballani

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